Aristide Zucchinali, leggenda granata !

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Sarti, Burgnich, Facchetti….Zoff, Gentile, Cabrini…. Quante volte i tifosi italiani hanno  ripetuto quelle formazioni che hanno fatto la storia del calcio italiano. In quegli anni non c’erano le panchine lunghe, il (o la) VAR e le estenuanti coppe europee e le squadre giocavano più o meno sempre con gli stessi uomini.

Per noi trapanesi di mezzo secolo fa e oltre, i chicchi del “ rosario granata” suonavano così : Gridelli, De Dura, Ancillotti, Vascotto, Zanellato, Tomassoni, Nardi, Castaldi, Magheri , Merendino, Zucchinali

Non ho avuto la fortuna di vedere giocare quella magica squadra granata, i miei più antichi ricordi del “ Provinciale “ risalgono ai primi anni ’60, alle sfide contro il Foggia Incedit di Oronzio Pugliese, il Potenza, la Tevere Roma ma quegli undici nomi mio padre li ripeteva spesso e mi raccontava le gesta, quasi epiche che quei ragazzi in maglia granata e pantaloncini bianchi ( i veri colori sociali ) avevano donato alla città. Alcuni di loro, come Merendino e Nardi li vedevi spesso per le vie di Trapani ma di tutti quei campioni, mio padre citava sempre lui, Aristide Zucchinali, l’ala sinistra, il numero 11 che faceva impazzire le difese avversarie e regalava grandi gioie ai tifosi granata. “Zucchi “ rimase cinque anni a Trapani e all’apice della sua carriera stracciò un contratto con la Spal, allora in A.

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Rimase nella sua squadra per amore , solo per amore . Storie d’altri tempi, quando esistevano gli uomini-bandiera e non si lanciavano falsi e ipocriti messaggi d’addio in nome del dio denaro. Per molti anni rimasi con il desiderio, con lo “ spinno “ , per dirla alla trapanese, di poter vedere giocare Zucchinali e non vi riuscì neppure nel 1984 ( vivevo e lavoravo già al nord ) quando Aristide realizzò da “ veterano “ la sua ultima doppietta, le ultime reti con la maglia granata nella partita tra le vecchie glorie trapanesi e marsalesi, sì proprio contro quei cugini che Aristide aveva purgato parecchie volte !

zucchinali 19841
1984

Fu nel 2012 quando il Trapani venne inserito nel girone settentrionale della Lega Pro che quello “ spinno “ divenne realtà. Grazie all’amico Nicola Rinaudo che aveva conosciuto Zucchinali e tanti granata di quella storica squadra, in occasione di una delle partite del Trapani al nord, conobbi Aristide Zucchinali, quel n.11 dei miei ricordi paterni .

Diventammo subito amici e del resto era impossibile non diventarlo con chi aveva Trapani nel sangue, con chi aveva dimostrato con i fatti  e non con le parole di avere un cuore granata. Malgrado l’età e i problemi di salute , unitamente a Matteo il genero che amava come un figlio, Aristide seguì parecchie partite del Trapani e nel corso di una di queste , a Pavia, registrai le sue dichiarazioni. Era arrabbiato per il pari,  “..dovevamo vincere” mi disse con rabbia e amore . “ Zucchi “ apprezzava quella squadra e anche se in tanti consideravano Mancosu come un suo erede, Aristide precisava che  il paragone era impossibile, diversi nel gioco e appartenenti a due mondi calcistici diametralmente opposti. Ogni volta che incontravo Aristide approfondivo la storia di quel Trapani delle meraviglie, di quel Trapani che avrebbe meritato la B cinquant’anni prima e che solo strani giochi di potere ( su questo il calcio non cambia mai ) favorirono il Cosenza e penalizzarono i granata perché non aver fatto giocare Zucchinali nell’ ultima e decisiva partita non fu soltanto una scellerata tecnica e su questo argomento Aristide fumava di rabbia !In quella stagione “ Zucchi “ , come tanti di noi “ trapanesi-settentrionali” prenotò il volo per essere a Trapani in quel  maggio 2012 che avrebbe dovuto consegnarci la B, persa dilapidando un enorme vantaggio a favore dello Spezia e del Lanciano poi . Aristide venne egualmente a Trapani e vederlo passeggiare citando i suoi ricordi , con il suo tipico accento lombardo ma sempre con il cuore granata, tra le Mura di Tramontana rimarrà tra i miei ricordi più belli. Amava la buona tavola e la sera a casa di  Rinaudo non si sottrasse a giocare a calcio con Flavio, il figlio di Nicola, dimostrando quella classe che lo aveva reso leggendario , non sapendo di aver realizzato il mio sogno. Avevo finalmente visto Zucchinali alle prese con un pallone, seppur minuscolo ! La classe non invecchia !

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Gioì con noi a Cremona in quel maggio 2013, soffrì nel vedere il Trapani sconfitto in alcune partite in B e quando lo si intervistava non era soltanto una vecchia gloria a dire la sua. No, era sempre lui, il numero 11 granata a parlare con il cuore e con quelle emozioni che lo hanno reso immenso.

Avrà sofferto Aristide nel vedere il suo Trapani tornare in C ed è per questo che  mi piace ricordarlo quando eravamo in B, quella serie che avrebbe meritato vederlo giocare con la sua maglia granata, l’unica che ha sempre profondamente amato.

Oggi che Aristide Zucchinali ci ha lasciato, rimane in noi che l’abbiamo conosciuto ma anche in tanti trapanesi che ne hanno sentito narrare le sue partite, la sensazione che qualcosa è finito per sempre.

Quel ragazzo che scelse Trapani quando viaggiare dal nord all’estremo lembo occidentale della Sicilia non era facile come oggi,  che scelse Trapani quando non c’erano i social che ti glorificano, che scelse Trapani quando si giocava con pesanti maglie di cotone d’esatte e di lana d’inverno  , che scelse Trapani quando non c’erano procuratori e affini , che rinunciò a diventar ricco per amore di una città e dei suoi tifosi,  merita oggi un posto tra i grandi trapanesi.

Se in questi giorni la società Hellas Verona ha proclamato l’allenatore dello scudetto dell’ 85 “ Presidente Onorario “, sarebbe giusto e sarebbe il minimo dedicare ad Aristide Zucchinali qualcosa che ricordi per sempre il suo amore per il Trapani. Andrebbe bene la  curva che  potrebbe portare il suo nome affinchè tra tanti anni si ricordi il nome di chi amò la maglia granata, di chi a Trapani si sentiva a casa come nella sua Lenate e, che nei cinque anni  granata,  dal 1957 al 1962, fu per oltre 150 volte in campo realizzando una cinquantina di gol.

Aristide Zecchinali, il nostro n. 11,  la leggenda granata e le leggende non muoiono mai. Buon viaggio Aristide e adesso , tra gli angeli, potrai tornare a correre e a far gol.

Grazie Aristide Zucchinali, grazie leggenda granata !

Beppino Tartaro, 20 gennaio 2018

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Foto Francesco Rinaudo

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